L'impronunciabile Von Szyszkowski


Dopo un mese e più rinchiusa in casa, dopo aver perso letteralmente la cognizione del tempo (giorni disponibili per studiare) e dello spazio (la mia circonferenza), l'esame è giunto.

In più, a discapito delle aspettative, questa volta la sterminatrice di Professori che è in me non ha colpito, anzi. Il prof è vivo e vegeto mentre la sottoscritta ha un bel mal di gola, i dolori premestruali e mezzo parentado ammalato.
Grazie Burian, avevo proprio bisogno di rilassarmi facendo la massaia in casa. Comunque....
Com'è andato l'esame? Beh, non c'è un altro bel bernoccolo ad incorniciarmi il capo come qualche anno fa, non c'è il prof che mi racconta i suoi problemi gastrointestinali, non c'è quello incazzato come una iena per motivi privati, non ci sono io che cerco di fare la spiritosa in piena sede d'esame riuscendo a strappare un 30 e lode parlando di cacca e pipì.
No, stavolta no. Tutto abbastanza normale.
Diciamo.

Scena: ore 09:00. Davanti  l'aula. Personaggi: la sottoscritta e altre quattro colleghe.
Collega 1:<<E' arrivato il prof?>>
Collega 2:<<No ma sarà sull'arrivare.>>
Collega 3:<<La teoria semiepirica di Fowkes...>>
Collega 4:<< Smettila di ripassare! Fai venire l'ansia!>>
Io:<<E' arrivato il prof?>>
C1<<L'ho già chiesto io!>>

Ore 09:30. Sempre lì.
C1:<<E' arrivato il prof?>>
C3:<<LO VEDI?! VEDI IL PROF CHE STA APRENDO LA PORTA DELL'AULA?! NO CAZZO, NON E' ARRIVATO!>>
Prof:<<Signorina, la pregherei di usare un linguaggio più pulito, grazie.>>
Ci stiamo ancora chiedendo da dove diamine sia spuntato giacchè stavamo piantonando il corridoio da mezz'ora.
Accomodateci finalmente all'interno dell'aula, dove la temperatura percepita era di circa 40°C tra riscaldamento a palla e ansia in corpo, il prof c'ha guardate in faccia una per una.
Forse voleva capire il grado di preparazione dalle nostre espressioni, forse non ricordava nemmeno chi fossimo, forse...
P:<<Caffè?>>
EH?
P:<<Avete preso il caffè?>>
C2:<<Emh, sì a casa...>>
C3:<<Io poco fa...>>
C4:<<Io no che poi mi viene il cagotto...>>
I:<<....ma perchè?>>
C1:<<Perchè cosa?>>
I:<<Perchè ha detto del cagotto?!>>
P:<<Perchè può succedere. Il caffè di questa macchinetta fa schifo. Comunque io lo devo prendere, vi dispiace?>>
Potevamo mai dirgli che sì, ci dispiaceva perchè eravamo già in ritardo di 30 minuti sulla tabella di marcia dell'ansia da esame?!
Tornato con il bicchierino pieno di quella orribile brodaglia (che davvero fa venire il cagotto fulminante, e lo dico per esperienza di vita vissuta sul wc), ha aperto il suo pc con calma serafica, sistemato i fogli su cui appuntare domande e nome delle esaminande e c'ha di nuovo scrutate mentre i vetri dei suoi spessi occhiali si appannavano a causa del caffè fumante.
P:<<Chi è la prima?>>
Colleghe, in coro:<<LEI!>>
E fu così che mi ritrovai per l'ennesima volta come vittima sacrificale.
P:<<Bene, allora.... mi parli dell'equazione di Cassie.>>
<<L'equazione di Cassie bla bla...>>
P:<<Ok, mi parli dell'interazione dipolo-ione e di ciò che può derivarne.>>
<<L'interazione ione-dipolo si basa sull'equazione per la quale...>>
Altra domanda, altra risposta. Nel frattempo dietro di me un brusio.
P:<<Ragazze c'è qualche problema?>>
C1:<<Prof posso uscire dall'aula? Non riesco a guardare in faccia DG, mi sale l'ansia.>>
P:<<Perchè?>>
C1:<<Perchè in faccia è così rossa che sembra un semaforo.>>
Era vero, dannazione. Tra caldo e ansia da esame, sembravo un peperone.
P:<<Vada. E lei signorina si calmi che fino a questo momento sta andando bene.>>
Oddio che meraviglia, sta andando bene! Dai che è un altro bel voto assicurato!
P:<<Allora....mi parli di Von Szyszkowski.>>
<<Sì, l'equazione associata permette di...>>
P:<<Associata a chi?>>
<<Allo scienziato da lei pronunciato.>>
P:<<E come si chiama?>>
<<Von...>>
P:<<Von? Signorina, non mi cada sui nomi, eh! Lo dica!>>
<<Von Ziz...Von sfifo....Von schifosc....>>
P:<<Signorina...>>
<<VON SWEPSCOSCHI!>>
Fino a pochi secondi prima, la mia bocca aveva la stessa consistenza della sabbia di Calamosche. Non un millilitro di saliva bagnava la mia lingua. Però, quando ho dovuto pronunciare quell'innominabile nome, uno tsunami di ptialina, lipasi e muco è uscito a razzo dalle mie fauci. E lì l'ho visto, l'ho visto a rallentatore. Una goccia è  giunta con moto parabolico dritta dritta sulla lente sinistra dell'occhiale del prof.
Silenzio. Le mie colleghe eran rimaste senza fiato mentre io ero senza battito cardiaco. Fino a che...
<<Le chiedo scusa. Ecco, prenda un fazzoletto e.... non so, dato che ormai ci siamo parliamo dello spargimento liquido-solido?>>
Vi giuro, non lo so perchè riesco ad esser così anche nelle situazioni meno opportune. Cioè, le persone normali si sarebbero prostate ai suoi piedi implorando pietà, avrebbero cambiato connotati e sarebbero espatriate mentre io no, io ero lì. A buttarla sul ridere.
P:<<No, non c'è bisogno. M'ha dimostrato che conosce bene anche questo argomento.>> 
<<E quando l'ho detto?>>
P:<<Per dimostrare una cosa non c'è bisogno di dirla, basta farla. E l'ha appena fatto.>>
<<Ah, lo sput...emh. Sì, scusi.>>
P:<<Va bene, può succedere. Per me l'esame finisce qui. Alzatevi tutte, uscite e chiudete la porta che devo decidere sul da farsi.>>
Siam uscite in religioso silenzio tant'è che, vedendoci con quelle facce, sembravamo quasi delle pie donne dietro un carro funebre. Carro funebre sul quale era adagiata la mia carriera universitaria. Non so quanti minuti, ore o secoli siano passati dall'aver chiuso la porta dietro di noi al suo "entrate", ma so per certo che in quel frangente le mie colleghe m'han guardato con tanta pietà. E odio giacchè avevo probabilmente indispettito il prof.
P:<<Signorina allora...>>
Ansia.
P:<<....gli argomenti li sa. Nulla da obiettare. E' preparata, forse un poco ansiosa, ma li sa.>>
<<Però?>>
P:<<Però le consiglio di migliorare la sua pronuncia in merito ai nomi stranieri. Anche perchè non tutti i miei colleghi han gli occhi protetti da delle lenti.>>

Ebbene sì. L'ho scampata.
Con il viso ormai prossimo ad esser usato come nuovo cartellone per 50 Sfumature di Rosso, ho firmato la fine del trio delle maledette.
E posso pure vantarmi di "aver sputato in faccia ad un prof", sogno proibito di metà studenti.

Commenti

  1. ahhaahhaahahha, dai il prof è stato brillantissimo! Bravissima per l'esame superato e per questo divertentissimo post.

    Però non chiamare le altre studentesse colleghe XD

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    1. Il prof è davvero un tipo particolare, non solo durante gli esami xD
      Comunque perchè non colleghe? Non posso mettere i nomi per motivi di privacy :P

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  2. Hahahahahahahah no vabbeh, adoro! Sei stata fantastica, e fantastico anche il prof che l'ha presa sul ridere :)

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    1. Ehehe grazie :) Adesso ci rido su anche io, ma in quel momento avrei voluto sprofondare :D

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  3. Al quarto anno, durante una lezione del corso Spettroscopie Ottiche un meteorite liquido, eruppe dalla bocca del docente per andare a impattare sul proiettore dei lucidi, mostrandocene un imbarazzante ingrandimento sulla parete. Lui non si scompose e andò avanti come se niente fosse. Per giunta la cosa ironica era che se nel suo cognome cambiavi una "u" con una "o" veniva fuori "sputo".

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    1. Ohh non parliamo degli sputi dei prof durante le lezioni, per cortesia! Ormai quando sono in prima fila apro l'ombrello xD Però la cosa che mi "preoccupa" di più è che anche un mio prof esperto in Spettroscopie si chiama... Spoto o.o Solo che lui non sputa xD

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