Quel filo nero che ci unisce


Come già accennato in un numero imprecisato di post, nel corso della mia stramba vita ho avuto modo di dover dire addio a delle persone che reputavo al pari di un fratello o di una sorella. Persone che conoscevano ogni anfratto della mia mente e con le quali ho condiviso momenti carichi di gioia, di goliardia, di noia e di sofferenza. Mia e/o loro, ovviamente.
Purtuttavia, vuoi a causa del naturale corso degli eventi o vuoi per una presa di posizione della quale non so ancora capacitarmi, tali individui adesso son solo dei meri fantasmi del passato. Alcuni addirittura del passato remoto.
Ne ho sofferto? Ovvio. Ma, come qualsiasi altra persona al mondo, ho tratto insegnamento da tale eventi e ho continuato la mia vita senza di loro.


Però, tra le persone sparite ormai da tempo immemore, ce n'è una con cui, incredibilmente, di tanto in tanto mi ritrovo a dialogare. Certo, più che di dialogo si tratta di una semplice condivisione delle proprie opinioni su di una pagina Facebook dedicata alla nostra poco ridente cittadina, ma parliamo.
E quando accade ciò, quando rispondo ad un suo commento così come farei con qualsiasi altro concittadino di cui non conosco praticamente nulla (se non il nome e la corrispettiva foto del profilo), la mia mente vaga. Il lobo temporale e l'ippocampo stesso si attivano per mostrarmi tutto ciò che c'ha portati ad assumere questo educato comportamento da perfetti sconosciuti incontratisi per caso su pubblica piazza virtuale.

Ecco, avete presente quei vecchi filmini su pellicola con i contorni un poco sfocati e le immagini bruciate dal tempo e dall'esposizione alla luce? Uguale. Ogni cosa vissuta insieme, ogni frase detta o luogo visto con lui appare così.
Il primo incontro e la prima impressione, la prima trasgressione, le prime incomprensioni. Se ognuno di questi frammenti venisse proiettato in un cinema, darebbero vita al classico film per adolescenti.
I corridoi scolastici, le gite, gli amici, le cotte, il senso di ribellione. Non c'è stato nulla che non abbiamo affrontato.
Anche le maldicenze e le insinuazioni di un sentimento ben oltre l'amicizia son state superate. Anche i comportamenti sbagliati (specie i miei) son stati perdonati.
Che vista così sembra quasi che fossimo destinati a rimanere amici per sempre. Contro ogni avversità, verso l'infinito e oltre, spalla a spalla.
Come Bud Spencer e Terence Hills.

Invece no. Quei momenti di confidenze, di consigli cercati e rimproveri elargiti, quelle battute idiote e quel senso di protezione non ci sono più. Non c'è più lui che se la prende con chi mi fa piangere, e non ci son più io che me la prendo con lui perchè piange per l'ennesima stronza di cui s'è innamorato.

Tra tutte le persone sparite dal mio cammino, lui è forse l'unico che mi manca davvero.
Per esempio ancora oggi, dopo anni da quell'ultimo "vaffanculo" che ci siam detti e non detti, mi capita di trovare un oggetto in qualche negozio e di pensare a lui.
Mi capita di prenderlo in mano e pensare <<Toh, questo gli piacerebbe di sicuro.>>.
Sì, mi capita. Ma subito dopo tutto quello che è successo ritorna alla mente riportandomi alla realtà; non solo non siamo più amici...non siamo più  nemmeno quelle stesse persone di tanti anni fa.
Alla fin fine se son cambiati i miei punti di vista e i miei gusti, perchè non dovrebbero esser cambiati i suoi?
Magari quell'oggetto, quell'oggetto che per certo gli sarebbe piaciuto 10 o 15 anni fa, adesso gli causerebbe solo conati di vomito.
Magari quel genere di musica assurda che ci piaceva tanto cantare a squarciagola durante le gite a lungo raggio adesso gli farebbe venire una sincope.
Un uomo lui, una donna io. Due estranei insieme.

Eppure, una volta ogni mille mai, parliamo. Come se ci fosse ancora un filo che chi unisce. Un filo nero come la notte e sottile più di un capello, che ci porta a non ignorarci del tutto.
E' forse un desiderio inconscio di riallacciare i rapporti? E' forse un modo gentile di considerare il fatto che l'altro esiste comunque, anche se non ci si frequenta più da tanti anni?
Chissà.
Però quel piccolo, nanoscopico filo c'è.
Un filo fatto di ironia, satira, filosofia, storia e consapevolezza.
Consapevolezza che no, non siamo poi così cambiati perchè anche ai tempi, durante quegli anni in cui mai avrei potuto credere che sarebbe finita così, assumevamo tale comportamento.
Litigavamo e troncavamo ogni rapporto per uno, due, tre giorni. Al massimo una settimana. O, quanto meno, fino al momento in cui, incontrandoci per i corridoi della scuola, non incrociavo il suo sguardo nascosto da quegli spessi (e tamarrissimi) occhiali da sole.
Non ci parlavamo per giorni fino a che non traducevo i suoi pensieri o lui non mi trovava in lacrime nascosta in qualche angolo della palestra.
Ecco, anche se fino a quel momento fingevamo di non esser mai stati amici, anche se fino a quel momento fingevamo di esser solo compagni di scuola e nulla più, tutto spariva.
Bastava un semplice "cos'è successo?" per ricominciare da capo a riavvolgere il filo.

Sicuramente ai tempi era tutto più facile. Eravamo ubriachi di vita e di speranze, di sogni e progetti che si son più o meno realizzati.
Ma adesso, adesso che siam adulti e non sappiamo più nulla dell'altro, non credo proprio che basti un "cos'è successo" per ricominciare tutto da zero.
Quindi sì, mi accontenterò di sapere che sta bene, che è felice e che qualche volta sente il bisogno di espormi le sue opinioni su cose che, alla fin fine, non reputiamo poi così indispensabili per la nostra vita.
Mi accontenterò di intravedere quel sottile filo nero pieno di nodi, sfilacciature e polvere.


"....quando avrai ritrovato te stesso,
quell ’essere perfetto nella sua imperfezione,
voltati verso l’ abisso che t'aveva
attirato a sé
 e nella pace che ti gremisce,

sorridigli."

Commenti

  1. Penso che chiudere un rapporto del tutto, zero totale, chiusura assoluta, sia molto difficile. Serve davvero il non incontrarsi mai in alcun modo, cosa che con i social ormai è impossibile. Però mantenere un rapporto civile è una grande conquista.

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    1. Eppure ti dirò; con un'altra persona (che poi alla fin fine tutte queste "persone sparite" son solo due...) il rapporto è stato davvero chiuso del tutto pur avendo un sacco di amicizie in comune! In questo caso invece no, ma ovviamente crdo dipenda anche dal carattere e dalla "maturità" acquisita.

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    2. O anche dal rapporto che c'era prima!

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    3. Per quel che concerne il rapporto descritto in questo post, posso dirti che almeno dal mio punto di vista era un bel rapporto. C'era stima, c'era affetto e non ci si nascondeva dietro degli stupidi tabù. Però si sa, con il tempo tutto cambia soprattutto durante il passaggio dall'adolescenza alla vita da adulti...

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  2. Mi son commossa. Nulla è irrecuperabile, o almeno io l'ho sempre pensata così. Finché quel filo sarà lì, ci sara una speranza. Sono passati anni, siete cresciuti, lo dici tu stessa... Io darei duna bella ripulita a quel filo, lo userei per sostenermi nel cammino, lo raggiungerei e parlerei. Chissà cosa potresti recuperare. A volte brucia più il "vaffa...", detto o no, che il motivo del litigio. Altre volte il motivo lo si dimentica pure... Perché buttare questo legame? Perché vivere di "e se?" è condizionali a non finire? Datevi tempo e modo. Un abbraccio, M.

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    1. Grazie M. :*
      Però attenzione, è bene sottolineare che il filo per il momento lo vedo solo io. Cioè, non so ovviamente cosa veda lui dall'altro lato del capo! Di sicuro sarà difficile riuscire a comunicare dato che, cresciuti o non cresciuti, siam comunque tutti e due degli orgogliosi del cavolo xD

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  3. E' proprio il 'social' a tenere in vita il vostro rapporto. Ed è proprio il 'social' ad acuire il tuo disagio: secondo me senza quel contatto, alla fine sì, quella persona rimarrebbe solo un ricordo.La vita è fatta così. Ma Pier dice bene: mantenere un rapporto civile e cordiale è comunque importante.

    A meno che tu tenga veramente a quel rapporto e soffri perché sai (o temi) che dall'altra parte non ci sia questa volontà.

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    1. Sinceramente non so se ci sia lo stesso "sentimento" dall'altro lato dato che, in occasioni non virtuali, c'è capitato di vederci e scambiarci solo sguardi imbarazzati.
      Un po' stile "e mo' che faccio? Saluto o non saluto? E se poi non ricambia?"
      Certo è che mi fa piacere sapere che, al di là di tutto, una tantum si possa parlare senza tirar fuori vecchi rancori :)

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  4. Sta capitando a me proprio in questo momento. Che una persona alla quale ero stremamente legata (e lei a me) si stia lentamente ma inesorabilmente allontanando; vedo il rapporto allontanarsi come una barchetta di carta mollata sola sul mare e non credo di poter far nulla per tenerla vicino. E' già buono, sì, riuscire a tenersi in contatto con qualche commentino qui e là sui social, ma concordo con Riccardo... è un bene e un male al tempo stesso. Allevia una mancanza e acuisce un disagio. Ci fa chiedere "ma quindi siamo ancora amici? se mi scrivi posso ancora cercarti? c'è ancora una briciola di quello che c'era?" e non sempre c'è il coraggio di chiedere queste cose davvero, ché forse ne conosciamo e temiamo già la risposta.

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    1. Se il vostro allontanamento non è ancora definitivo, ti consiglio di provare a parlarle/gli per vedere dove andrete. So che può esser difficile e pesante, ma forse è l'unica soluzione. Ovviamente, se la persona di cui parli non vuole affrontare la discussione è bene lasciar perdere cancellando anche le possibilità di contatto. Alla fin fine non possiamo prenderci tutte le responsabilità noi.

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  5. In questi casi prendere quello che c'è di buono (anche se poco) fa veamente bene. Troppo spesso si troncano rapporti e dopo non si ha il coraggio nemmeno di dirsi "ciao", invece quando un filo non si spezza mai veramente c'è sempre qualcosa di buono, anche se porta tanta tanta nostalgia!

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    1. Ciao Lola!! E già, ma dipende tutto anche dal perchè si troncano i rapporti. E un po' anche dalle testacce dure che si hanno :D La nostalgia però non manca mai, stile vecchietto che ricorda i bei vecchi tempi :S

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  6. Ricordi quel mio post che ti avevo segnalato? Lì c'erano delle brevi rimembranze dei miei amici di quando andavo al liceo. In particolare di quello che era il mio migliore amico, con cui ho un po' per volta rotto i rapporti dopo che me l'aveva combinato troppo grossa perché lo strappo potesse essere ricucibile. La differenza con te è che io di tutta quella gente non so più nulla da una decina d'anni, nè me ne interessa. Non ho facebook quindi non c'è rischio di incrociarsi nemmeno virtualmente.

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    1. Sì ricordo il post, son andata a leggerlo quando hai mandato il link! Comunque diciamo che sì, Facebook non aiuta a "farsi i fatti propri", ma c'è anche da dire che nella vita reale vivo in una cittadina dove tutti sanno di tutti :D Quindi per avere sue informazioni mi basta chiedere a chiunque :D Senza entrare troppo nei particolari posso dire che non eravamo solo amici, ma conoscevamo le rispettive famiglie in quanto anche i nostri genitori da giovani facevan parte di una comitiva....
      Al di là di ciò fai bene, sotto molti aspetti, a non avere Facebook :D Non sai quanti analfabeti funzionali ti eviti!

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