Nota critica per una lettura serena

Nota critica:
Ai fini di una lettura serena,pacifica e spero divertente,vorrei premettere i seguenti punti:
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001."
. Cerco semplicemente di parlare di vari argomenti, prendendo ispirazione da esperienze personali e avvenimenti più o meno recenti che talvolta esulano dalla mia vita privata. Questo blog non nasce con fini offensivi verso persone,ideali o religioni, semplicemente generalizzo e condivido i miei pensieri. Le critiche costruttive e i consigli sono ben accetti. Grazie e Buona lettura.

30/10/16

Non insegnarmi il mestiere


"La nobiltà dell'uomo, acquisita in cento secoli di prove e di errori, era consistita nel farsi signore della materia, e io mi ero iscritto a Chimica perché a questa nobiltà mi volevo mantenere fedele. Vincere la materia è comprenderla, e comprendere la materia è necessario per comprendere l'universo e noi stessi: e quindi il Sistema Periodico di Mendeleev era una poesia."(Il sistema periodico, Ferro) 



E' così che Primo Levi (sì, proprio quel Primo Levi) descrisse il perchè e il percome la Chimica fu la scelta che più sentì sua, quando dovette diventare adulto e trovare una strada universitaria.
Lui, che come me vantava un diploma di liceo Classico, aveva preferito le formule brute all'aoristo e alla consecutio temporum.
Il resto, ovviamente, è storia.

Ma che vuol dire esser un chimico?

Vuol dire chiudersi in laboratori tetri alambiccando chissà quali sostanze pericolosissime che cambiano colore ad ogni gioco di polso? Vuol dire scrivere formule simili a dei geroglifici alieni su lavagna immense solo per passatempo?
In parte sì, è anche questo.
Purtuttavia studiare la chimica vuol dire conoscere il microscopico.
Dividere l'indivisibile (atomo= ἄτομος - àtomos -, indivisibile) per scoprirne i meccanismi.
Scegliere questo percorso fatto di beute, burette, titolazioni, analisi e compagnia bella vuol dire trovare solo una risposta tra le centomila domande che possono albergare nella nostra mente.
Ma non solo; vuol dire saper usare la fantasia e l'immaginazione, specie quando ci si chiede come possa un piccolo elettrone interagire con il gigantesco atomo.
Insomma, esser chimico è tanto ma, nel contempo, ancora troppo poco giacchè c'è ancora molto, moltissimo da scoprire.

Per questo mi sale il nervoso quando qualcuno cerca di "insegnarmi" il mestiere.
E no, non parlo dei miei professori o di premi Nobel per la Chimica.
Parlo di persone che non conoscono la differenza tra raggi x e raggi gamma, tra tautomeri e stereoisomeri, tra acido e base.
Insomma, parlo dei "so tutto io" che mi circondano.

Mettete per esempio un pranzo in "semi famiglia" (cioè un pranzo in cui due sono parenti e gli altri son serpenti); cibo, vino e chiacchiere.
Tutti parlan di tutto fino a quando il discorso non verte su un annoso problema: gli insetti in casa.
Commensale1:<<Non so proprio cosa fare con questi insetti...>>
Commensale2:<<Hai provato con l'insetticida?>>
Commensaleidiota:<<IO so come fare.>>
C1:<<Come?>>
CI:<<Ci penserò io ma solo perchè si tratta di una sostanza pericolosissima! Mortale!>>
C1:<<Cioè?>>
CI:<<Acido Borico.>>
Qui le mie orecchie si son drizzate e la canzone "I have a pen, i have a apple" che canticchiavo in testa ha smesso di suonare.
<<Mortale?>>
CI:<<Certo! Sto parlando di un acido potentissimo!>>
<<Poten...ma per cortesia, è un acido debole!>>
CI:<<Ma che sei scema?! E' un acido!!>>
CI:<<Ma non per questo mortale! Certo, se ingerito in dosi massicce può esser pericoloso, ha le sue frasi di rischio, ma per uso domestico non è per nulla pericoloso. Anzi si usa spesso per problemi di congiuntivite.>>
CI:<<Che c'entra, quella è l'acqua borica! Dove sostituiscono l'ossigeno con il boro!>>
Un infarto.
Anzi no, cinque di fila.
<<Mo' spiegami come si fa a sostituire il Boro con l'ossigeno nella formula B(OH)3.>>
CI:<<Senti, io 'ste cose le studio e le uso. Non sai cosa voglia dire maneggiare acidi.>>
Giusto.
Io non so cosa voglia dire maneggiare acidi.
Io non ho mai toccato in vita mia acido solforico 5 molare.
Non ho mai utilizzato fosfato acido di potassio, soda caustica e quant'altro si sceglie per le titolazioni analitiche.
<<Ti ricordo che studio chimica. E' dal primo anno che entro ed esco dai laboratori respirando e toccando sostanze caustiche, acidi o basi che siano.>>
CI:<<Mado' che ignorante...le basi non sono corrosive!>>
<<Ah no? E la soda caustica cos'è? Uno scrub per la pelle?>>
CI:<<Quello è un acido perchè corrode.>>
<<Quella è una base forte che corrode tanto quanto l'acido.>>

La discussione è proseguita per le lunghe fino a quando, lo ammetto, un poco per sfinimento e un poco perchè mi sembrava di giocare a scacchi con un piccione, ho finto di dar ragione a questa mente eccelsa.
Però, da qui, la mia mente ha incominciato ad elucubrare.
Troppa, troppissima gente cerca di insegnare il mestiere a gli altri.
Troppa, tropperrima gente vuole spiegare a me la differenza tra sostanza pericolosa e sostanza non pericolosa.
Gente che, molto probabilmente, reputerebbe pericoloso pure il monossido di diidrogeno (acqua) se solo lo trovasse scritto con questo nome sulle confezioni degli alimenti.
Ed il problema non si ferma alla mia categoria.
Ci sono persone che hanno il barbaro coraggio di andare da un matematico per spiegargli come utilizzare il metodo di sostituzione nel calcolo integrale, con tanto di "credimi, io di matematica me ne intendo", solo perchè son riusciti a completare al primo colpo uno schema Sudoku per principianti.
Oppure tipo ci sono quei tizi che si impuntano nel sostenere che forza centripeta e centrifuga siano la stessa cosa mentre disquisiscono con un Fisico.
E vogliamo mettere in conto anche quelli che sostengono che il sole sia un pianeta e non una stella con tanto di sfottò verso gli astronomi perchè "oh, io al liceo avevo 10 in geografia astronomica"?
Perchè, porco cane, perchè??
Se fosse davvero così facile comprendere le articolate leggi della scienza, allora dovremmo far chiudere tutte le facoltà. Basta qualche rivista, una puntata di Super Quark, internet e via, verso il premio Nobel per il Puffo Quattrocchi.
Posso capire che hai compreso fischi per fiaschi durante una puntata di un documentario scientifico. Posso capire che alcune cose non ti siano chiare e che quindi le hai interpretate a modo tuo, ma diamine, non è che perchè sai dire tetraidrocannabinolo sei un chimico!
Sei solo un saccente.
Come quella volta che una persona cercò di convincermi che il dualismo onda/particella non vuol dire che la radiazione elettromagnetica (luce) può comportarsi sia come onda che come particella contemporaneamente (è un dualismo non mutuamente esclusivo), ma che in realtà la luce si comporta o come onda o come particella in funzione dell'osservatore.
Translate, secondo tale Zichichi, se tu guardi la radiazione elettromagnetica, essa si comporta da onda; se non la guardi si comporta da particella.
Credo che Einstein si sia rivoltato nella tomba.

Ora, di giusto, una persona pacata cosa dovrebbe fare?
Dovrebbe cercare di spiegare a tali individui che si sbagliano usando tutte le fonti in possesso, vero?
NO.
Perchè per quanto si mostrino gli esperimenti che confermino la loro idiozia, per quanto si faccia legger loro trattati su trattati e compagnia bella, il pensiero non cambia.
Loro sanno tutto mentre tu che c'hai tre lauree, cinque specializzazioni in chimicafisica astronomica e compagnia bella, sei un ignorante.

A questo punto, ci manca solo che qualche fans di Dottor House vada da un neurochirurgo spiegandogli come condurre un'operazione al cervelletto.
Oppure che un'appassionato collezionista di fascicoli DeAgostini sui minerali spieghi a un geologo come riconoscere le stratificazioni minerarie.
Umiltà, questa sconosciuta.

Tornando al pranzo....
CI:<<Non potete capire quanto sia pesante la vita di laboratorio. Ieri ho dovuto fare TRE ore lì dentro.>>
<<Quante volte sei entrato in un laboratorio in vita tua?>>
CI:<<Ieri era la prima volta, perchè?>>
<<E cosa avete fatto di bello?>>
CI:<<Il professore c'ha fatto vedere come analizzare il vino.>>
<<Mmhh, capisco. Quindi non l'hai analizzato tu.>>
CI:<<NO, ovvio che no.>>
<<Quindi non sapresti fare l'analisi dei componenti solforosi nel vino, giusto?>>
CI:<<Mica è competenza mia quella. E' competenza dei chimici.>>
<<Ecco, e io cosa sono?>>
CI:<<Che c'entra, è diverso. Tu apri i libri e impari a memoria le molecole, mica sei mai stata in un laboratorio.>>
In quel preciso istante ho visto il mio camice uscire dall'armadietto in facoltà, prender la metro e il treno, entrare in casa, avvicinarsi a questa "persona" e prenderlo a sberle con la manica più sporca.
Sì, proprio quella con le macchie di EDTA, ortoanilina e sale di Mohr.
No, non è vero; il mio cervello ha preferito rientrare in modalità "I have a pen, i have an apple" per non sovraccaricarsi ulteriormente con quel rumore di fondo.

Ah, povera scienza...

5 commenti:

  1. Ti prego, dimmi che questo è stato un sogno. Ho bisogno di crederlo.

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    1. No, purtroppo è la verità :( Li becco tutti io, lo so!

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  2. Questo accade sempre, sempre. Con qualsiasi mestiere. Forse agli studenti accade più spesso perché veniamo considerati ignoranti in materia "solo" perché traffichiamo nei libri e non nel mestiere, che poi non è vero nella maggior parte dei casi. Adesso che sto per diventare insegnante mi ritrovo spesso davanti apersone che, solo per il fatto di essere diventati genitori, magari per colpa di un preservativo bucato, si sentono educatori al pari di Maria Montessori e John Dewey messi insieme. C'è una signora che io stimo molto ma che ogni volta che mi vede si ostina a dirmi che i metodi di un certo Bortolato sono i migliori mai esistiti e che farebbero crollare tutte le certezze della facoltà di Scienze della Formazione. Come no. Per quanto mi riguarda, sorrido e annuisco senza farmi il sangue amaro ormai. Un giorno avrò le mie rivincite ;-)
    E comunque, io un chimico non me lo farei mai per nemico... potreste diventare mooolto pericolosi :-D

    ps domanda un po' fuori tema, ma visto che studi chimica te la faccio lo stesso xD mi sono fissata che mi voglio fare il sapone da sola e leggo di ricette con la soda caustica... che ne pensi? Mia madre si è allarmata, ma a quanto ho capito è un ingrediente indispensabile per la saponificazione, oppure è una stronzata non lo so xD E' così pericoloso? ^^'

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  3. Ahhh, non tocchiamo il tasto "genitori VS insegnanti"! E' vero, basta esser diventati genitori anche per sbaglio che sono pronti a dispensare consigli inutili a destra e a manca!
    Comunque, per quando riguarda il sapone, se lo vuoi fare d'olio d'oliva la soda nel processo di saponificazione scioglie i grassi e li trasforma in sale e glicerina quindi diciamo che una sua importanza l'ha :) Però se non erro si può fare anche senza, solo che di base si deve comprare il sapone di Marsiglia (quello grande e bianco) per farlo e a mio avviso non ha molto senso (cioè, che senso ha comprare del sapone per fare altro sapone?):D Altrimenti, stando alle fonti antiche (mia nonna) puoi usare cenere e amido! Ci sono varie "ricette" in merito su internet :)

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    1. sì infatti, se il sapone di Marsiglia è fatto con soda e olio mi pare inutile fare il sapone con il sapone :-D grazie dei consigli, davvero, se senti qualcosa scoppiare sono io che faccio esperimenti strani ahah :-D

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